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Obblighi datore di lavoro: pensi di conoscerli tutti?

Pubblicato il 04 Sep 2019 da Federica Cito
Obblighi datore di lavoro: pensi di conoscerli tutti?

Per quanto riguarda gli obblighi del datore di lavoro, la normativa attribuisce al datore gran parte, se non tutte le responsabilità legate alla tutela del mantenimento del benessere psicofisico dei lavoratori dell’azienda. Riuscire a tradurre questi obblighi in un percorso strutturato e sistemico è l’obiettivo dei consulenti Ligys. Tradurre le fonti del diritto e le norme in chiare attività da organizzare nel proprio sistema organizzativo è la chiave di lettura per poter gestire correttamente l’attività imprenditoriale. 

Qual è la legge che regola gli obblighi del datore di lavoro?

E’ il D.Lgs. 81/2008 e include tutti gli articoli che si basano sulla prevenzione del rischio in azienda e che di conseguenza implicano la partecipazione del datore di lavoro e dei lavoratori nell’adozione degli adempimenti e misure di prevenzione e protezione per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Quali attività deve svolgere il datore di lavoro?

Nell’ambito aziendale, il datore di lavoro è la prima figura addetta al mantenimento della sicurezza sul lavoro e sulla quale ricade appunto l’obbligo di un controllo costante. Fra tutti è il soggetto che si occupa di evitare che probabili e possibili pericoli dovuti all’esercizio della sua attività, possano tradursi in rischi per i lavoratori, che però non decidono i criteri per portarla a termine, in quanto il potere organizzativo spetta solo al datore di lavoro.

Inoltre, il datore di lavoro, deve anche adempiere agli obblighi che gli impongono di mettere nelle condizioni il lavoratore di utilizzare macchinari, utensili e strumentazioni che non presentino nessun rischio per la salute e l’integrità. A questo si affianca anche l’obbligo di informare e formare i dipendenti circa i pericoli che possono derivare da un utilizzo non idoneo dei macchinari e degli utensili. A tal proposito, recentemente il D.Lgs. 106/2009, rispetto al D.Lgs. 81/2008, ha previsto delle sanzioni penali più pesanti per la violazione di questi obblighi.

Oltre al dovere di informare, al datore di lavoro spetta il compito di vigilare e verificare il rispetto da parte dei lavoratori delle norme antinfortunistiche.

Quali sono nel dettaglio queste attività?

Il datore di lavoro ricopre davvero un numero di ruoli importante, se si consideri, ad esempio, l’impegno costante nel garantire una corretta informazione e l’attenzione e cura per la verifica che quanto insegnato sia poi messo in pratica dai suoi lavoratori. Nel dettaglio, ecco le attività che gli competono:

  • nominare il medico competente e richiedere a questa figura l’osservanza degli obblighi;
  • designare in misura preventiva, i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione degli incendi;
  • fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale;
  • limitare l’accesso alle aree a grave rischio solo ai lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento;
  • richiedere l’osservanza totale da parte dei singoli lavoratori delle norme;
  • adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza;
  • informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato;
  • adempiere agli obblighi di informazione e dunque formazione;
  • astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;
  • consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza copia del documento per la valutazione dei rischi e comunicarlo in caso di appalti;
  • comunicare all’INAIL i dati relativi agli infortuni sul lavoro;
  • consultare il rappresentante dei lavoratori per sicurezza quando casi richiesto;
  • munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento in caso di appalto/subappalto;
  • convocare la riunione periodica nelle unità con più di 15 dipendenti;
  • aggiornare le misure di prevenzione;
  • comunicare annualmente all’INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria  non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità.

Obblighi del datore di lavoro non delegabili:

Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività:

  • la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28;
  • la designazione del RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi.)

Cosa accade se il datore di lavoro non rispetta gli obblighi

Nel caso di infortuni, se si riscontra l’inadempimento del datore di lavoro agli obblighi, è possibile che lo stesso venga posto in relazione di causalità con l’infortunio stesso, con conseguente imputazione del datore di lavoro ex art. 589 c.p. (omicidio colposo) ovvero 590 c.p. (lesioni personali colpose). Ovviamente, la responsabilità penale può conseguire non soltanto alla totale omissione della valutazione dei rischi ed alla mancata redazione del relativo documento, ma anche ad una valutazione condotta in modo non completo o non adeguato.

Non incorrere in pericolose sanzioni!

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